Il peso del lusso
Scritto da Bianca il 23 Febbraio 2009 in dress code

Campagna Piombo A/I 08/09
Come si vende il lusso? Come si racconta un mondo? Che faccia bisogna avere?
Ecco che succede a fare troppo shopping su Yoox. Dipendenza, assuefazione, insaziabilità, conti in rosso, certo. Ma soprattutto, non-mediazione (qualcosa tipo il tuo brand, sei tu).
Dopo aver venerato (e acquistato, naturalmente) assieme al mio “compagno” per un intero inverno qualunque sputacchio riconducibile al nome Piombo contemplato dal database del suddetto sito, ieri pomeriggio ci siamo spinti a visitare la sede monomarca di Milano in calce e mattoni, si fa per dire. E che dire, è un posto bellissimo che si affaccia nella via dove sembrano aver vissuto tutti quelli che contano, più o meno. Io sintetizzerei con un “la cameretta delle meraviglie di un Dorian Gray o un Chuck Bass”, ma una descrizione seria, sicuramente più documentata della mia, è qui. Rende benissimo, non scherzo.
Ma lasciando da parte la ricercatezza degli interni, la disposizione puramente non casuale degli abiti, le gelatine e le glasse su cui avrei affondato la faccia, è possibile che tutto debba sempre finire nelle mani di comessi diversamente cortesi, ineffabilmente glaciali, e noisamente distanti?
Se non riesco a toccare nulla, se nemmeno mi sorridi, se mi sento come in un museo, mi stai trasmettendo esclusività o mi stai escludendo?
Perchè la prima cosa che ho pensato è non vedo l’ora di andarmi a vedere per bene la collezione sul web?
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