Holga
Scritto da Bianca il 15 Aprile 2009 in diavolerie

Sono un mostro volubile e fancazzista. Due giorni di ferie, un sabato di mezzo e due di festa mi hanno completamente piegato. Sono una ragazza persa. Così persa che stasera ho fatto le otto e quarantacinque a lavoro. Come se non avessi una vita, io. Come se non avessi di meglio fare, per dire.
Innanzi tutto, dopo almeno sei mesi di vagabondaggio, ho finalmente trovato un libro che mi si fa leggere. Ora, non è il Verbo nè la Rivelazione. Però si fa leggere, il che per me è tantissimo. Da quando ho finito il liceo, e a maggior ragione l’università. Comunque, i libri si giudicano da finiti. Quindi prossimamente vi dirò.
Ma, libri a parte, la vera rivelazione in termini di farsi una vita è che da qualche giorno ho un nuovo hobby. Un hobby per iniziati. Cioè, un hobby per poser capaci di masticare il gergo degli iniziati. Il mio hobby si chiama Holga.
Passo indietro. Holga è una toy camera. Un macchina fotografica di plastica, con lenti in plastica. Un oggetto cheap e senza particolari ambizioni. Un prodotto low fi prodotto (una volta) per il mercato dell’est un tantino difettato che ha fatto breccia nei cuoricini abbacchiati di aspiranti artisti stanchi della ricerca di fedeltà infinita e attratti dalle imperfezioni (leggi: poser).
Ulteriore passo indietro. Io di fotografica ne capisco poco e niente. Un giorno a Berlino (ma la trovate dappertutto, anche alla Fnac, eh) ho visto questo aggeggio fotografico prezzato a meno di 100 euro e tutto colorato. Ho dato un occhio rapido a quel che era e quel che faceva, e mi son detta perchè no. Eh sì, io sono una whynotter.
Per farla breve, nel corso delle vacanze pasquali, mentre il mio compagno sboroneggiava con un’attrezzatura reflex da svariati migliai di euro, io sboroneggiavo con questo accrocchio plasticoso multicolor. Una coppia di prendere a schiaffi.
Comunque. Ho imparato a mettere i rullini. Ho imparato a toglierli. Ho imparato quello che con la digitale hanno disimparato tutti. Che le foto chiedono tempo. Che la fotografia è selezione (con Holga hai al massimo 12 o 16 colpi, mica infiniti!) e che scattare a ripetizione ti aliena da ciò che volevi ritrarre. Ho imparato la ricerca del bello e della luce. Ho provato a realizzare effettini strani, di sovrapposizione e filtro, tipici della Holga. Ho anche imparato che prima di scattare è suggerito togliere il tappo all’obbiettivo. Ma vabbè.
Insomma. Ho consumato ben cinque rullini in pochi giorni. E son qui, trepidante, in attesa dello sviluppo.
- Tags: fotografia, hobby, holga, libri









3 Responses to Holga
Alberto "Holga1" Bregani
Aprile 21st, 2009 at 12:19
bravissima Bianca! hai fatto la cosa giusta
vedrai che mondo e che divertimento
diventerai una grande Holgatographer
e se hai bisogno di dritte vieni a trovarmi nel mio blog
a disposizione di tuti gli amanti di questo grande pianeta
Perchè Photography is not just for photographers
ciao!
Alberto
baldo
Luglio 8th, 2009 at 09:58
le cose belle:
le foto che vengono fuori sono bellissime - i colori incredibili
spesso di creano delle sovrapposizioni e degli effetti di luce da artista
la vignettatura delle foto da un fasciono retro e vintage davvero bello
le cose brutte:
su 12 foto se riesci a farne venire 2 decentiVPUN devi già essere contenta
Bianca
Luglio 8th, 2009 at 19:05
ahah, verissimo!
2 su 12 peraltro mi sembra una stima fin troppo ottimistica!
al momento io ne salvo 2 su almeno 4 rullini, sigh!