parklife

Scritto da Bianca il 6 Luglio 2009 in dolcevita

 

Eccoci. 

Dopo essermi ripresa dallo choc culturale delle bici dappertutto, dalla psicosi della swine flu e dall’indigestione di junk food (ma anche da molto peggio), eccomi di ritorno da Londra.

La scusa è stata la reunion dei blur, conl’occasione di fare una puntatina in una città che da tempo avevo perso di vista. E tralasciando i topshop e gli urban outfitter del caso, andrei diretta al punto.

Una rapida analisi comparata del comportamento umano in situazione di concerto all’aperto in contesto inglese vs non inglese.

Ecco. Non sono un’impallinata di festival, ma devo dire di aver all’attivo un certo numero di esperienze. Insomma, in generale saprei cosa aspettarmi. Un caldo fotonico (portare la cremina!) o una pioggia insostenibile (portare impermeabile e scarpe robuste). Cibo e beveraggio di infima qualità a prezzi vergognosi. Code interminabili ai cessi chimici, di norma imbucati negli anfratti meno raggiungibili. Code appena meno interminabili ai baracchini del cibo e del beveraggio di infima qualità. Diffusa ubriachezza più o meno molesta. Prato distrutto. Plastica ovunque. Indifferenza o fastidio verso i gruppi minori. Venerazione per il Gruppo mista a stanchezza (dal momento che il Gruppo) suona sempre per ultimo. That’s it.

Più o meno. Perchè la noia e l’ubriachezza (tanta ubriachezza!) nel popolo inglese hanno indotto la simpatica moda delle bottigliate. Gruppi di pubblico che si tirano da una parte all’altra della massa umana bottiglie. Quelli davanti contro quelli dietro. Quelli di destra contro quelli di sinistra. Cose così. 

Le bottiglie sono tendenzialmente vuote. Non fanno male, ma nemmeno bene.

Anzi, sono proprio fastidiose. E forse un po’ pericolose. Che succede se un tappo ti arriva nell’occhio? Boh, meglio non saperlo. 

Le bottiglie però sono anche non vuote. Cioè, ci sono bottiglie piene. 

Dicevamo prima, i bagni sono sempre lontani. Essì, i cessi chimici sono lontani un mucchio di gente. Irraggiungibili, e pure affollati.

Secondo voi di cosa sono piene le bottiglie piene? 

Ve lo immaginate voi un inglese medio che spende vari pounds per lanciare una boccia di birra senza prima essersela bevuta? Vero, eh, non ce la fate proprio, ci credo.

Io, invece, ho visto un tizio infilarsi la bottiglia nei pantaloni. Con una precisione millimetrica. L’operazione è durata almeno cinque minuti, al termine dei quali il tizio si è pure rilassato con una sigaretta.

Comunque. Usi e costumi locali a parte, il concerto è stato bellissimo, memorabile. Tutte le canzoni, tutte con emozione e passione. E’ stato davvero bello. Poi però sono corsa a casa a farmi una doccia.

PS: date un occhio alla foto sopra… secondo voi di cosa è fatta tutta quella scia?! Brrrrr


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