Il Manuale Della Piccola Autarchica / 1. Il Sapone

Scritto da Elena il 11 Settembre 2009 in DIY

Qualcuno un tempo diceva che qualsiasi esempio di tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia. Non ci facciamo quasi caso, ma il fatto che ogni volta la sola Pressione Di Un Pulsante possa squarciare le tenebre e portare la luce (ok, una luce tremolante e palliduccia nel caso delle lampadine a basso consumo, ma sempre luce è) ci rende come minimo comparabili a quel vecchino con la barba bianca e il triangolo in testa - o sull’occhio - o al posto della testa e con dentro un occhio - che per primo pronunciò il fatidico fiat lux.

Ogni giorno utilizziamo decine di strumenti dalle magiche capacità: e cosa c’è di più magico di una saponetta, capace di far tornare pulito qualcosa che era sporco? Per questo, siamo convinti che la creazione del sapone sia qualcosa di complesso e costoso e che è bene lasciare fare alle Grandi Aziende. Eppure, se avessimo consapevolezza di tutto il processo che ha portato quella saponetta fin sul nostro lavandino - a partire dallo scempio ecologico necessario a produrre l’olio di palma utilizzato, passando per la tossicità della maggior parte degli ingredienti, finendo con quello che dovrebbe essere riconosciuto come il vero crimine nei confronti dell’umanità, ovvero l’ideazione e la messa in opera di una Campagna Di Marketing - beh, dicevo, se ne avessimo consapevolezza, credo che ci laveremmo tutti molto meno.

[In realtà io mica ci pensavo, a tutte queste cose, mentre ero li a rimestare il mio primo pentolone di massa di sapone. Ma va. Ero troppo concentrata a calcolare l'immenso risparmio che deriverebbe dall'utilizzo, per una vita intera, di saponette fatte in casa rispetto al comprarle al supermercato...]

Ora, per farla breve: farsi il sapone in casa è di una facilità disarmante. Zero necessità di conoscenza dei processi chimici. Costi irrisori. Zero rischi*. Immense possibilità di farsi belle alla faccia degli altri, in quest’epoca in cui l’Eco-Chic è più hype di un qualsiasi little black dress.

[Ho fatto queste saponette con una base di olio extravergine di oliva e olio bio di cocco; sono arricchite con burro di cacao e profumate con una fragranza naturale Limone & Verbena]

La versione base? Basta prendere un grasso (olio d’oliva per il corpo, olio riciclato post frittura per il bucato), sciogliere della soda caustica (quella per gli scarichi intasati) in acqua, mescolare vigorosamente i due, versare la massa creata in uno stampo e lasciare che la stagionatura faccia il resto. A piacere, si possono aggiungere sale per effetto scrubbante, cacao e burro di karité per effetto edonista, olii essenzali per effetto aromoterapico, e così via. Sembra semplice? Lo è! E come al solito Internet provvede a tutte le informazioni necessarie: dal sito italiano che descrive l’abc dei passaggi a chi vende materie prime di ottima qualità passando per chi si dedica alla creazione di vere e proprie opere d’arte.

E se non si ha voglia/tempo/energie per iniziare, o se si teme la trasformazione in novelle Saponificatrici di Correggio? Per fortuna il mondo è pieno di chi si prende cura di saponificare anche per noi. Forse non risparmieremo, rispetto al supermercato, ma la qualità compensa ampiamente!

[Saponette home-made in vendita a Convent Garden]

*Zero rischi a patto di essere Esseri Umani Pensanti E Con Un Minimo Sindacale Di Buonsenso. Lo si da per scontato, perché se così non fosse la gente potrebbe anche leccare il filo scoperto di un robot da cucina (acceso) solo perché ci è caduto sopra un po’ di impasto della torta o prendere il volo su una sedia sollevata da decine di palloncini pieni di elio, finendo dispersi in mare. Insomma, mica c’è gente così stupida al mondo..!


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3 Responses to Il Manuale Della Piccola Autarchica / 1. Il Sapone

bianca

Settembre 18th, 2009 at 17:18

ma qualche suggerimento per gli stampini?
immagino non siano indicati quelli dei biscottini di pasta frolla…

ma soprattutto, mi assicuri che ci vuole dell’impegno per ustionarsi con la soda caustica?

nel frattempo, mi concentro sui biscottini, va.

Elena

Settembre 20th, 2009 at 22:07

posto che l’ideale sarebbe precettare un padre/nonno/fratello/fidanzato/marito e costringerlo a costruire uno stampo apribile su misura, magari in legno, io per ora i risultati migliori e più uniformi li ho ottenuti riciclando cartoni del succo opportunamente lavati e asciugati, oppure delle vecchie scatole di cartone - foderate con carta da forno.

la soda caustica scalda, e fa quei vaporini stile suffumigio che vien voglia di annusarli, ma basta resistere alla tentazione e lasciarla raffreddare fuori dalla portata di gatti curiosi o bambini ;)

//o^_^o\ wakarimasen.org » Blog Archive » le idee del lunedì #2

Settembre 28th, 2009 at 07:58

[...] è poi così difficile, o almeno così dicono!  Potete iniziare leggendo questo post, e poi magari procurarvi delle istruzioni più dettagliate, come per esempio quelle che trovate in [...]

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