<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>

<channel>
	<title>Dmag.it</title>
	<atom:link href="http://www.dmag.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.dmag.it</link>
	<description></description>
	<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 21:16:05 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.6.5</generator>
	<language>en</language>
			<item>
		<title>anti-fit</title>
		<link>http://www.dmag.it/2010/04/20/anti-fit/</link>
		<comments>http://www.dmag.it/2010/04/20/anti-fit/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 21:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bianca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[dress code]]></category>

		<category><![CDATA[anti-fit]]></category>

		<category><![CDATA[boyfriend]]></category>

		<category><![CDATA[estetica]]></category>

		<category><![CDATA[jeans]]></category>

		<category><![CDATA[skinny]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dmag.it/?p=865</guid>
		<description><![CDATA[
Dopo aver dato un&#8217;occhiata veloce al fallito incontro della domanda e dell&#8217;offerta di attività ludico-ricreative sociali a Milano, suggerirei di lasciare da parte l&#8217;osservazione del mercato per tornare ad affrontare temi più alti e a noi più familiari.
Nei giorni passati si è dibattuto praticamente ovunque sulla nuova corrente dell&#8217;anti-fit. Dopo anni di sottovuoto e ridotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-866" src="http://www.dmag.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/anti-fit-235x300.jpg" alt="" width="235" height="300" /></p>
<p>Dopo aver dato un&#8217;occhiata veloce al fallito incontro della domanda e dell&#8217;offerta di attività ludico-ricreative sociali a Milano, suggerirei di lasciare da parte l&#8217;osservazione del mercato per tornare ad affrontare temi più alti e a noi più familiari.</p>
<p>Nei giorni passati si è dibattuto praticamente ovunque sulla nuova corrente dell&#8217;<a href="http://www.asos.com/Cheap-Monday/Cheap-Monday-Anti-Fit-Jeans/Prod/pgeproduct.aspx?iid=955384&amp;cid=3630&amp;sh=0&amp;pge=1&amp;pgesize=20&amp;sort=-1&amp;clr=Denim" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.asos.com');" target="_blank">anti-fit</a>. Dopo anni di sottovuoto e ridotto all&#8217;osso, sembra stia in effetti avanzando del molliccio. Si parla di una nuova estetica  loffa, rilassata, sfuggente. Un andare incontro all&#8217;indefinito, tipo. Contro la forma, soprattutto fisica.</p>
<p>Al momento manca ancora un vero e proprio manifesto, e in effetti sul web si trovano solo <a href="http://www.doubletongued.org/index.php/dictionary/anti_fit/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.doubletongued.org');" target="_blank">tentativi mancati di definizioni</a>, che spesso però restano al terra terra e mancano il significato complesso del concetto di anti-fit.</p>
<p>In attesa di inquadrare meglio la tendenza, io mi sentirei di suggerire alle nostre lettrici di darci retta in ongi caso. Di mollare nell&#8217;armadio tutti quei maledetti jeans emostatici con un 2 % di elastam e di correre nei negozi per affrontare faccia a faccia la nuova era. Roba comoda. Informe. Con cui puoi fare delle cose. Anche allacciarti le scarpe.</p>
<p>Banditi gli <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Slim-fit_pants" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/en.wikipedia.org');" target="_blank">skinny</a> (che fanno molto tre anni fa).</p>
<p>Superati i <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Boyfriend_(fashion)" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/en.wikipedia.org');">boyfriend</a> (che sono decisamente l&#8217;anno scorso e che tanto nei negozi nessuno sa cosa diavolo siano).</p>
<p>Buttarsi sugli anti-fit. Eppoi dopo pure sul cibo, va&#8217;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dmag.it/2010/04/20/anti-fit/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>la sagra del mobile</title>
		<link>http://www.dmag.it/2010/04/15/la-sagra-del-mobile/</link>
		<comments>http://www.dmag.it/2010/04/15/la-sagra-del-mobile/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 20:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bianca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[distrazioni]]></category>

		<category><![CDATA[fatica]]></category>

		<category><![CDATA[fuorisalone]]></category>

		<category><![CDATA[milano]]></category>

		<category><![CDATA[sagre]]></category>

		<category><![CDATA[salone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dmag.it/?p=862</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;osservazione dall&#8217;esterno dei flussi migratori, o della composizione, ma anche solo del comportamento del popolo del fuorisalonisti, mi sta convicendo che a Milano manca un sano sistema di sagre paesane. Non so. Basterebbe qualcosa di semplice. Una sagra della salamella dallo zozzone notturno. Una fiera del vip spotting e del cool hunting. Una celebrazione pura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;osservazione dall&#8217;esterno dei flussi migratori, o della composizione, ma anche solo del comportamento del popolo del fuorisalonisti, mi sta convicendo che a Milano manca un sano sistema di sagre paesane. Non so. Basterebbe qualcosa di semplice. Una sagra della salamella dallo zozzone notturno. Una fiera del vip spotting e del cool hunting. Una celebrazione pura del faccio cose vedo gente.</p>
<p>Qualcosa di finalmente avulso da questo pretestuoso mondo del design e dei mobilieri.</p>
<p>Non si capisce perchè per sette giorni all&#8217;anno la priorità della gente normale, quella non addetta ai lavori, dovrebbe diventare un mix di imbottiti, illuminazione, eco-compatibilità ed eurocucine. Ma che davvero? Basterebbe molto meno per un sano struscio libera tutti, aperitivo libero e cazzeggio post-lavoro selvaggio.</p>
<p>L&#8217;unico risultato di questa appropriazione indebita degli eventi e ricorrenze altrui è che la città è in tilt. I mezzi sono pieni zeppi. C&#8217;è gente fuorisalonista e molesta dappertutto mista a gente salonista molto molto indaffarata mista a gente che vorrebbe continuare a vivere normalmente, ma non può. Che fatica.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dmag.it/2010/04/15/la-sagra-del-mobile/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Clogs</title>
		<link>http://www.dmag.it/2010/03/02/clogs/</link>
		<comments>http://www.dmag.it/2010/03/02/clogs/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 22:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bianca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[dress code]]></category>

		<category><![CDATA[chanel]]></category>

		<category><![CDATA[legno]]></category>

		<category><![CDATA[marni]]></category>

		<category><![CDATA[scarpe]]></category>

		<category><![CDATA[swedishhasbeens]]></category>

		<category><![CDATA[zoccoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dmag.it/?p=846</guid>
		<description><![CDATA[Lo avevamo intuito da Marni lo scorso inverno (sempre valido il concetto di stagione non solare bensì modaiola). Eppoi ce lo ha pesantemente ribadito lo zio Karl per l&#8217;estate imminente. Ed alla fine sono arrivate le fashion  blogger americane.
Il tacco è di legno! E la buona notizia è che non è richiesto il camuffamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo avevamo intuito da <a href="http://www.style.it/moda/sfilate/ai-09-10-collezioni/marni/2/Dettagli.aspx" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.style.it');" target="_blank">Marni</a> lo scorso inverno (sempre valido il concetto di stagione non solare bensì modaiola). Eppoi ce lo ha pesantemente ribadito lo zio <a href="http://www.style.it/moda/sfilate/pe-2010-collezioni/chanel/Dettagli.aspx" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.style.it');" target="_blank">Karl</a> per l&#8217;estate imminente. Ed alla fine sono arrivate le <a href="http://calivintage.blogspot.com/2010/01/hasbeen.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/calivintage.blogspot.com');" target="_blank">fashion</a> <a href="http://liebemarlene.blogspot.com/2010/01/clogs-in-wintertime.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/liebemarlene.blogspot.com');" target="_blank"> blogger</a> americane.</p>
<p>Il tacco è di legno! E la buona notizia è che non è richiesto il camuffamento da fricchettoni e nemmeno da infermierine.</p>
<p>Il tacco di legno è decontestualizzato e pure trasversale. Si parte dalgli zoccoli per finire agli stivali, con il minimo comun denominatore della grandissima caciara che vi accompagnerà ad ogni passo.</p>
<p>L&#8217;effetto è un filo hippy-chic. Un tantinello cutting edge. Sicuramente non anonimo. Nè tantomeno inosservato.</p>
<p>E se non avete i budget richiesti dai vari Marni e Chanel, <a href="http://www.swedishhasbeens.com/index.php" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.swedishhasbeens.com');" target="_self">questo è il sito di riferimento</a>.</p>
<p>Direttamente dalla Svezia, qualunque modello, tutti in legno.</p>
<p>Personalmente, io vado pazza per il bootie.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-856" src="http://www.dmag.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/clogs2.jpg" alt="" width="400" height="466" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dmag.it/2010/03/02/clogs/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Mettersi in lista</title>
		<link>http://www.dmag.it/2010/03/01/mettersi-in-lista/</link>
		<comments>http://www.dmag.it/2010/03/01/mettersi-in-lista/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 21:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bianca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[distrazioni]]></category>

		<category><![CDATA[dress code]]></category>

		<category><![CDATA[chanel]]></category>

		<category><![CDATA[smalto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dmag.it/?p=838</guid>
		<description><![CDATA[Quello appena concluso è stato un week end di prime volte.
La mia prima sfilata.
La prima volta che ho visto Courtney Love.
La mia prima lista d&#8217;attesa per comprare un maledetto smalto per unghie.
E andando a selezionare per interesse, direi di approfondire la terza delle tre prime volte.
Tutto è cominciato l&#8217;inverno scorso (che per le modaiole non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello appena concluso è stato un week end di prime volte.</p>
<p>La mia prima sfilata.</p>
<p>La prima volta che ho visto <a href="http://www.style.com/fashionshows/frontrow/slideshow/F2010RTW-RBTOCVLL?event=show2062&amp;designer=design_house126&amp;trend=&amp;iphoto=0" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.style.com');" target="_blank">Courtney Love</a>.</p>
<p>La mia prima lista d&#8217;attesa per comprare un maledetto smalto per unghie.</p>
<p>E andando a selezionare per interesse, direi di approfondire la terza delle tre prime volte.</p>
<p>Tutto è cominciato l&#8217;inverno scorso (che per le modaiole non è altro che <em>questo</em> inverno, insomma, si parla di AI 09). I femminili non parlavano d&#8217;altro. <a href="http://www.chanel.com/fb/um.php?la=it&amp;lo=it&amp;re=chanelcom&amp;ws-action=http://um.chanel.com/product.php?chsetdefgnav%3d7%26chsetdefgnavdiv%3d13%26landing%3dm%26branding%3dnpr%26chnprd%3dmanpr010%26la%3dit%26lo%3dit%26re%3dchanelcom~~~G!091F1C971074!5kW0r37g%252brwd%252bKllvg%3d%3d~product~~~@http://syndicator.live.chanel.com/chanel/chanel-um" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.chanel.com');" target="_blank">Jade</a> di qua, Jade li là. Una tonalità esclusiva. Sensazioni mai provate. Un colore inconfondibile. Un segno di stile. Pareva che a non avere le unghie verdi si passasse da troglodite. E i femminili, sadicamente, dopo aver cincischiato a lungo sulla necessità di Jade, buttavano lì a margine i due o tre posti al mondo in cui era possibile agguantare il suddeto Jade. Tipo che il posto più vicino era Parigi, ed a Parigi era già finito prima che lo mettessero in vendita. O cose di questo tipo.</p>
<p style="center;">
<p>Per la primavera, il marketing di Chanel è stato più clemente. Il nuovo smalto di prima necessità  sembra essere distribuito anche in Italia. Wow. E se d&#8217;inverno l&#8217;unghia doveva essere verde pisello, per la primavera il must-colore diventa il greige tristesse. Questione di corenza. E da Jade si va a Particuliére. Ma l&#8217;introvabilità più o meno è quella.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-852" title="jade particuliere" src="http://www.dmag.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/jade_particuliere_3-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></p>
<p style="center;">
<p>E niente. Tutta brava e diligente mi presento a gennaio in profumeria. Troppo presto. Mi presento il primo febbraio. Ancora troppo presto. Eppoi non so. Ho perso il conto delle date e delle scuse del mese di febbraio. Da qualche parte mi hanno detto torni tra due giorni. Da qualche altra torni in aprile. Torni la settimana scorsa. In qualche occasione mi sono limitata a constatare la sua assenza dall&#8217;espositore. Finchè ieri, la verità. Pare proprio mi sia giocata tutte le chance del mese cruciale.</p>
<p>In profumeria dicono che lo consegnano al massimo in dieci unità. Centellinato. E sparisce subito, nel giro di poche ore.</p>
<p>E nel frattempo mi figuaro orde di ragazze all&#8217;entrata: è arrivato Particuliére!</p>
<p>Comunque. lo consegnano. Finisce subito. Ma se mi dai il tuo numero ti metto in lista e se ce n&#8217;è abbastanza ti chiamo. Chiaro. Chi ci ripenserebbe due volte.</p>
<p>E quindi nulla, ieri ho smollato il mio cellurare personale ad una perfetta estranea che l&#8217;ha trascritto in un pezzo di carta. Così, con la promessa che se ce n&#8217;è, ce n&#8217;è anche per me.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dmag.it/2010/03/01/mettersi-in-lista/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Military Fitness. Come allenare cuori e altri muscoli solitari.</title>
		<link>http://www.dmag.it/2010/02/01/military-fitness-come-allenare-cuori-e-altri-muscoli-solitari/</link>
		<comments>http://www.dmag.it/2010/02/01/military-fitness-come-allenare-cuori-e-altri-muscoli-solitari/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 17:36:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ceci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<category><![CDATA[distrazioni]]></category>

		<category><![CDATA[Benessere]]></category>

		<category><![CDATA[cuori]]></category>

		<category><![CDATA[Military Fitness]]></category>

		<category><![CDATA[muscoli]]></category>

		<category><![CDATA[relazioni]]></category>

		<category><![CDATA[sport all'aria aperta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dmag.it/?p=825</guid>
		<description><![CDATA[Febbraio, andiamo. È tempo di smagrire.
Ecco, questo è il mood ansiogeno ma energetico che si respira oggi a Milano, dopo una domenica senza auto, a piedi per la città. Voglia di alzarsi dalla scrivania per scoprire che siamo ancora homines erecti, desiderio di inzuppare di sudore costosissime magliette tecniche per vedere se è vero che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Febbraio, andiamo. È tempo di smagrire.</p>
<p>Ecco, questo è il mood ansiogeno ma energetico che si respira oggi a Milano, dopo una domenica senza auto, a piedi per la città. Voglia di alzarsi dalla scrivania per scoprire che siamo ancora homines erecti, desiderio di inzuppare di sudore costosissime magliette tecniche per vedere se è vero che traspirano, bramosia di correre nei parchi sperando che anche il suolo erboso sia brevettato con molleggiamento antishock. Meglio ancora se in gruppi (misti) capeggiati, allenati e spronati a suon di urla e marcette ritmiche da nerboruti trainer in mimetica.</p>
<p><span style="underline;"><br />
</span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-828" src="http://www.dmag.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/milfit.jpg" alt="" width="500" height="138" /></p>
<p>In Inghilterra il <a title="British Military Fitness" href="http://www.britmilfit.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.britmilfit.com');" target="_blank">Military Fitness</a> spopola da almeno dieci anni, con successo di pubblico attivo, sponsor e passanti incuriositi. Lì il team di istruttori è composto da membri o ex-membri dell&#8217;esercito, qualificati e scelti (stando a quello che ho visto ai Kensington Gardens di Londra) per i sorrisi a cento denti e una voce da Bocelli alias Pifferaio Magico capace di trascinarsi dietro per un&#8217;ora intera il gruppo di survivor. In Italia, dopo gli esordi nel 2008 dei corsi di <a title="Virgin Active" href="http://www.virginactive.it/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.virginactive.it');" target="_blank">Virgin Active</a>, l&#8217;allenamento/divertimento mutuato dalla disciplina militaresca si sta diffondendo grazie a realtà come <a title="Bootcamp" href="http://www.bootcampbs.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.bootcampbs.com');" target="_blank">Bootcamp</a> o <a title="Italian Military Fitness" href="http://www.italianmilitaryfitness.com/ITALIAN_MILITARY_FITNESS/ITALIAN_MILITARY_FITNESS.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.italianmilitaryfitness.com');" target="_blank">Italian Military Fitness</a>, riconosciuta dal Coni e per ora operativa su Roma e Milano. Certo, gli istruttori non sono veri soldati e i Giardini di Palestro o di Villa Borghese non sono Hyde Park, ma al motto di Motivazione, Determinazione, Gioco di Squadra, l&#8217;associazione promette di “sfruttare alcuni elementi psicologici positivi della vita militare per aiutarti a migliorare il tuo corpo e le tue capacità atletiche”.</p>
<p>Bene, il primo risvolto psicologico della vicenda per quanto mi riguarda è una domanda: chi ha voglia, alle 7 di mattina o alle 6 di sera, di sentirsi gridare in faccia mentre annaspa sulla ventesima flessione, di obbedire a ordini potenzialmente portatori di profonda sofferenza fisica, di solidarizzare e aiutare i compagni rimasti incastrati nel buco di un benefico copertone di tir? Risposta: una persona che nella sua quotidianità si trova in una condizione diametralmente opposta. Dopo la figura del derattizzatore, che si è concretizzata nella mia mente come un lampo di luce verdognola poi subito riassorbita dal nulla, la carrellata prosegue con il padrone della fabbrichetta di scarpe décolleté, il consulente di case farmaceutiche, l&#8217;avvocato dell&#8217;accusa, il top manager con la Sindrome da Fantasma del Natale Futuro, sopravvenuta in fase di annullamento delle seconde nozze. Insomma, tutti tipi più che papabili per una futura relazione. (Uomini o donne che siano).</p>
<p>A febbraio c&#8217;è una promozione sugli abbonamenti semestrali. La prima lezione di prova è gratis. Quasi quasi&#8230;<br />
<span style="underline;"><br />
</span><br />
<object width="400" height="230"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5738326&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5738326&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="230"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dmag.it/2010/02/01/military-fitness-come-allenare-cuori-e-altri-muscoli-solitari/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Meditazioni: l&#8217;Arte, senza spiegazioni</title>
		<link>http://www.dmag.it/2010/01/27/meditazioni-larte-senza-spiegazioni/</link>
		<comments>http://www.dmag.it/2010/01/27/meditazioni-larte-senza-spiegazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 22:34:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ceci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[distrazioni]]></category>

		<category><![CDATA[arte]]></category>

		<category><![CDATA[didascalie]]></category>

		<category><![CDATA[film-documentario]]></category>

		<category><![CDATA[fruitore appassionato e deluso]]></category>

		<category><![CDATA[Meditations on Art]]></category>

		<category><![CDATA[Pop Art]]></category>

		<category><![CDATA[Roy Lichtenstein]]></category>

		<category><![CDATA[Skira]]></category>

		<category><![CDATA[Triennale di Milano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dmag.it/?p=821</guid>
		<description><![CDATA[Un paesaggio sospeso e liquido. Ghiaccio, neve, acqua e un ponte. Una striscia di verde, fatta di vecchia memoria o di erba appena nata. Piccoli punti azzurri che confondono cielo e materia. Voglia di inspirare con la rincorsa un po&#8217; di quella purezza.
In una parola, Lichtenstein.
Non è la nuova pubblicità progresso per lo staterello ficcato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un paesaggio sospeso e liquido. Ghiaccio, neve, acqua e un ponte. Una striscia di verde, fatta di vecchia memoria o di erba appena nata. Piccoli punti azzurri che confondono cielo e materia. Voglia di inspirare con la rincorsa un po&#8217; di quella purezza.</p>
<p>In una parola, Lichtenstein.</p>
<p>Non è la nuova pubblicità progresso per lo staterello ficcato da qualche parte in Europa (che non si scriverebbe neanche così se no, su su). È un breve resoconto-scontro sulla mostra di <a title="Roy Lichtenstein" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Roy_Lichtenstein" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/en.wikipedia.org');" target="_blank">Roy Lichtenstein</a> alla Triennale di Milano. E il paesaggio preso in questione è una tela gigante dipinta a olio e Magna (uno speciale colore acrilico), con il metodo della griglia forata (come quella che si usa per decorare i dolci con lo zucchero a velo), da cui i puntini a effetto tipografico-fumetto di cui sopra.</p>
<p>Bene. Gran bell&#8217;opera.</p>
<p>È che fa differenza sapere se l&#8217;autore ha voluto, per esempio, sublimare il senso di desolazione del <em><a title="Campo innevato" href="http://www.vangoghmuseum.nl/vgm/index.jsp?page=3578&amp;lang=en" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.vangoghmuseum.nl');" target="_blank">Campo innevato con aratro</a></em> di Van Gogh, che si era ispirato a sua volta a Jean Francois Millet, oppure metterci del suo per dare finalmente una calmata all&#8217;eterna  <em><a title="Tempesta di Neve" href="http://www.tate.org.uk/servlet/ViewWork?workid=14786" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.tate.org.uk');" target="_blank">Tempesta di Neve</a></em> di J. M. W. Turner. Per dire. Non per niente questa mostra si intitola <em>Meditazioni sull&#8217;Arte</em> e “si articola in sezioni tematiche volte a rendere comprensibile l&#8217;evoluzione del processo di appropriazione delle opere di arte moderna avviato da Roy Lichtenstein già a partire dagli anni &#8216;50”. Si tratta insomma di una raccolta di reinterpretazioni di dipinti, oggetti, sculture e altri materiali preesistenti.</p>
<p>Ecco dunque che il fiducioso, appassionato e solerte fruitore si avvicina al cartellino posto di fianco al quadro, stando attento a non far scattare allarmi e stringendo le palpebre per vedere meglio. L&#8217;operazione dura un millesimo di secondo, perché anche il fruitore più appassionato e tonto, una volta messo a fuoco, sa riconoscere e voltare le spalle a un cartellino privo di informazioni. Che delusione.</p>
<p>Non siamo a un corso per giallisti, quindi, bando alla suspense, le fonti da cui ha attinto il Pop Roy per la tela innevata sono delle stampe di paesaggi cinesi. Oh. Interessante! Per scoprirlo e farsi anche una vaga idea del perché del resto di questa mostra, basta sgomitare fino alla temuta, onnipresente e fantozziana Saletta delle Videoproiezioni e sperare di trovare un posto, seduto o in piedi lungo i muri. La qualità dell&#8217;audio richiederebbe un&#8217;età inferiore ai 50 anni e possibilmente una visita per il rinnovo della patente effettuata di recente, ma il contenuto del film-documentario è illuminante. Lichtenstein parla della sua vita privata e della sua arte in interviste, spezzoni, filmati originali selezionati e montati in modo intelligente. Leggiamo nei titoli di coda che si intitola <em>Meditations on Art</em> e che è stato realizzato da Christina Clausen. Poi sul sito della <a title="Fondazione Lichtenstein" href="http://www.lichtensteinfoundation.org/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.lichtensteinfoundation.org');" target="_blank">Fondazione Lichtenstein</a> scopriamo che è stato fatto apposta per questa mostra. (Speriamo anche di trovarlo su youtube o affini, ma per ora non ce n&#8217;è traccia).</p>
<p> </p>
<p>Ora il fruitore un po&#8217; scocciato si chiede: ma la beneamata e rinomata e pronta per l&#8217;Expo e modaiolissima Triennale di Milano quanti stagisti avrà? Dico aspiranti curatori costretti a imbustare i volantini, per intenderci. A qualcuno sarà venuto in mente di prendere un singolo essere umano, lo Stagista del Mese col cappello di McDonald&#8217;s magari, dargli da leggere una risma di carte e carteggi, fargli visionare il documentario qualche settimana prima della mostra, chiedergli di estrapolare i pezzi riguardanti le opere esposte e fargli ricavare delle brevi didascalie esplicative? Scommetterei di sì. Ma qualcun altro ha detto no.</p>
<p>Mah.</p>
<p>Forse la spiegazione di tutto (quella che manca) è nel meraviglioso <a title="catalogo mostra" href="http://www.skira.net/dettaglio.php?back=home.php&amp;isbn=8857204833" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.skira.net');" target="_blank">catalogo</a> Skira di 372 pagine venduto alla fine del percorso espositivo, nel bookshop. Dico forse perché non è abitudine del fruitore appassionato e deluso portarsi a casa libri da 69 euro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dmag.it/2010/01/27/meditazioni-larte-senza-spiegazioni/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Che faccia ha Miss Doodle Doll?</title>
		<link>http://www.dmag.it/2010/01/15/che-faccia-ha-miss-doodle-doll/</link>
		<comments>http://www.dmag.it/2010/01/15/che-faccia-ha-miss-doodle-doll/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 11:49:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ceci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[diavolerie]]></category>

		<category><![CDATA[Anthropologie]]></category>

		<category><![CDATA[bambola]]></category>

		<category><![CDATA[Drawing Doll]]></category>

		<category><![CDATA[Manuella]]></category>

		<category><![CDATA[Miss Doodle Doll]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dmag.it/?p=792</guid>
		<description><![CDATA[Le abbiamo vestite con la maglieria magica, svestite come vallette del Drive In, pettinate come noi, rapate a zero per poi lacrimedicoccodrillarci su, infine lasciate a ricoprirsi di polvere appiccicosa, irrimediabilmente.
Chi ha pensato subito a sorelle minori o cuginette, forse è ancora in tempo a mandare un sms di scuse. Io mi riferisco all&#8217;amata, strapazzata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le abbiamo vestite con la maglieria magica, svestite come vallette del Drive In, pettinate come noi, rapate a zero per poi lacrimedicoccodrillarci su, infine lasciate a ricoprirsi di polvere appiccicosa, irrimediabilmente.</p>
<p>Chi ha pensato subito a sorelle minori o cuginette, forse è ancora in tempo a mandare un sms di scuse. Io mi riferisco all&#8217;amata, strapazzata categoria delle bambole.</p>
<p>Portatrice sana di pelle ceramicata e capelli fluenti che inspiegabilmente sfuggono alle insidie quotidiane delle polveri sottili, una bambola tradizionale, che indossa una gonna a balze di voile rosa senza tradire il minimo imbarazzo, non è più simpatica di Victoria Beckham che posa seminuda sopra suo marito, per Armani.</p>
<p style="center;">Entusiasmo e giubilante accoglienza quindi per Miss Doodle Doll, la non-bambola, disegnata per essere disegnata. Poi cancellata e ri-disegnata, visto che è fatta di carta trattata, resistente all&#8217;acqua e lavabile in lavatrice a 30°. Proposta nelle versioni Lui e Lei in una bella scatola di cartone insieme a 5 pennarelli, la magica pupazza è un continuo invito alla creatività. E anche un delizioso maramao a modelli e stereotipi.</p>
<p style="center;"> </p>
<p style="center;"><img class="size-medium wp-image-816  aligncenter" src="http://www.dmag.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/doodles_ok-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p style="center;"><a title="Manuella" href="http://manuelladesign.com/site/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/manuelladesign.com');" target="_blank"></a></p>
<p>Ideati da Merav Flam per il marchio <a title="Manuella" href="http://manuelladesign.com/site/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/manuelladesign.com');" target="_blank">Manuella,</a> Miss e Mister Doodle (letteralmente scarabocchio) sono finalmente acquistabili online anche dall&#8217;Italia, sul sito <a title="www.anthropologie.com" href="http://www.anthropologie.com/anthro/catalog/productdetail.jsp?subCategoryId=HOME-KIDS-TOYS&amp;id=974047&amp;catId=HOME-KIDS&amp;pushId=HOME-KIDS&amp;popId=HOME&amp;sortProperties=&amp;navCount=25&amp;navAction=top&amp;fromCategoryPage=true&amp;selectedProductSize=&amp;selectedProductSize1=&amp;color=014&amp;colorName=NEUTRAL&amp;isSubcategory=true&amp;isProduct=true&amp;isBigImage=&amp;templateType=" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.anthropologie.com');" target="_blank">www.anthropologie.com</a>. Se sapessi come si apre la finestra di Collegamento al Panegirico in 20.000 battute di Anthropologie (made in US), lo farei. Nel frattempo consiglio di fare un salto direttamente nel loro nuovo e primo store europeo, in Regent Street a Londra. Vestiti, accessori, borse, scarpe, cuscini e quant&#8217;altro, ragazze. Mica solo bambole.</p>
<p> </p>
<p>Nota inessenziale</p>
<p>Ecco, io inizierei disegnandole i denti neri e bianchi a tastiera di piano. Poi la pelle blu con piccoli fiori di loto giallo, che da quando ho visto Charlotte Gainsbourg ne <em><a title="L'arte del sogno" href="http://www.youtube.com/watch?v=L-8PkJIkjIo" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.youtube.com');" target="_blank">L&#8217;arte del sogno</a></em> con la stanza piena di oggetti handmade, ho iniziato a intuire le potenzialità del revival folk. Di lunedì però le farei solo un vestito grigio, le pasticcerei un po&#8217; di cipria sul viso e niente mascara per punizione. Spero che Zoe, la bambina prodigio della mia amica Paola, mi sorprenda con boccoli, fiocchetti e occhi alieni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dmag.it/2010/01/15/che-faccia-ha-miss-doodle-doll/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Dr Martens</title>
		<link>http://www.dmag.it/2009/12/17/dr-martens/</link>
		<comments>http://www.dmag.it/2009/12/17/dr-martens/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 22:06:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bianca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[dress code]]></category>

		<category><![CDATA[buchi]]></category>

		<category><![CDATA[doc martens]]></category>

		<category><![CDATA[lourdes]]></category>

		<category><![CDATA[madonna]]></category>

		<category><![CDATA[scarpe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dmag.it/?p=784</guid>
		<description><![CDATA[
Indosso Dr Martens quasi ininterrottamente dalla prima media. Sono comodi, multistagionali (altro che le Chuck Taylor ghiacciapiedi) e versatili (io li porto con tutto e dappertutto, dagli shorts ai vestitini, dalla moto all&#8217;ufficio)
Ne ho avuti - e quindi ne ho, perchè un paio di Dr Martens è per sempre - di tutti i colori: viola, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-785" src="http://www.dmag.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/doc.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p>Indosso <a href="http://www.drmartens.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.drmartens.com');" target="_blank">Dr Martens</a> quasi ininterrottamente dalla prima media. Sono comodi, multistagionali (altro che le C<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chuck_Taylor_All-Stars" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/it.wikipedia.org');" target="_blank">huck Taylor</a> ghiacciapiedi) e versatili (io li porto con tutto e dappertutto, dagli shorts ai vestitini, dalla moto all&#8217;ufficio)</p>
<p>Ne ho avuti - e quindi ne ho, perchè un paio di Dr Martens è per sempre - di tutti i colori: viola, a fiori, fuxia, beige in suede, verdi e naturalmente neri. Tuttavia sono sempre stata fedelissima al modello <a href="http://www.drmartens.com/ProductList.asp?Cat=Story&amp;Story=1460Womens&amp;Type=All" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.drmartens.com');" target="_blank">8 eye</a>. In pratica, il modello più tradizionale e sdoganato.</p>
<p>Ieri, sfogliando il mio <a href="http://www.redcarpet-fashionawards.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.redcarpet-fashionawards.com');" target="_blank">sito di gossip modaiolo preferito</a> in un non raro momento di cazzeggio, ho scovato una foto che ha messo in seria crisi la mia fedeltà cieca nell&#8217;ottobuchi.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-786" src="http://www.dmag.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/nine-ny-madonna-lourdes-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" /></p>
<p>Lourdes in Dolce &amp; Gabbana con ai piedi un <a href="http://www.drmartens.com/ProductList.asp?Cat=story&amp;Story=1914womens&amp;type=All" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.drmartens.com');" target="_blank">14 eye</a>.</p>
<p>Ora mi chiudo in cameretta riflettendo sulla miseria certa di avere come potenziale icona di stile una tredicenne.</p>
<p>Epperò sul quattordicibuchi ci farei un pensierino, sempre che iXpenseIt me lo consenta&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dmag.it/2009/12/17/dr-martens/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>iXpenseIt (un&#8217;utile noia di post sui soldi)</title>
		<link>http://www.dmag.it/2009/12/16/ixpenseit-un-utile-noia-di-post-sui-soldi/</link>
		<comments>http://www.dmag.it/2009/12/16/ixpenseit-un-utile-noia-di-post-sui-soldi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 18:51:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bianca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<category><![CDATA[diavolerie]]></category>

		<category><![CDATA[applicazioni]]></category>

		<category><![CDATA[iPhone]]></category>

		<category><![CDATA[risparmio]]></category>

		<category><![CDATA[soldi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dmag.it/?p=774</guid>
		<description><![CDATA[
C&#8217;è del sadico nel mettersi  a parlare di soldi prima di Natale, forse.
Però ci può essere anche dell&#8217;utile, spero.
Ho sempre avuto una gestione piuttosto distratta delle mie finanze, col risultato che il mio porcellino dei risparmi dopo 4 anni di lavoro è indecorosamente magro. Negli anni ho provato a cercare un equilibrio, a mantenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-777" src="http://www.dmag.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/ixpensit1.jpg" alt="" width="200" height="287" /></p>
<p>C&#8217;è del sadico nel mettersi  a parlare di soldi prima di Natale, forse.<br />
Però ci può essere anche dell&#8217;utile, spero.<br />
Ho sempre avuto una gestione piuttosto distratta delle mie finanze, col risultato che il mio porcellino dei risparmi dopo 4 anni di lavoro è indecorosamente magro. Negli anni ho provato a cercare un equilibrio, a mantenere un certo controllo, a introdurre piccoli espedienti di auto-verifica (tipo patetici file excel da compilare a fine giornata, magari dopo 3 sbagliati). E il risultato, dicevamo, è il porcellino magro. Insomma, una tristezza. Un fallimento. Una continua vivida testimonianza di incapacità di gestione razionale delle mie entrate. Anche una vergogna, per il mio cursus honorum molto business oriented, peraltro.<br />
In particolare, la situazione si fa più fastidiosa a ridosso delle feste natalizie. Si parla di regali. Vacanze. Spese per il riscaldamento. Si fanno due conti. Imbarazzo.<br />
Ecco, quest&#8217;anno vi propongo un modo pratico, scientifico, efficace e immediato non solo per imbarazzarvi profondamente, ma anche per porre le basi del vostro brillante successo personale economico &amp; finanziario del 2010.<br />
Si chiama <a href="http://www.ixpenseit.com/ixpenseit.php" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.ixpenseit.com');" target="_blank">iXpenseIt</a> ed è la più indispensabile applicazione iPhone del momento.<br />
Date pure un occhio su iTunes e sul web: un gustificato tripudio di entusiasmo nelle recensioni</p>
<p>La logica è piuttosto semplice: stabilisci un budget mensile per le tue spese, magari allocando valori diversi per diverse attività, ed ogni volta che spendi, iPhone è lì con te per tenere traccia delle tue azioni&#8230; e delle tue trasgressioni. Insomma, niente di troppo rivoluzionario rispetto al patetico file excel di fine giornata. A parte il fatto che non devi aspettare le 3 di notte per spremere le meningi e ripercorrere le tracce di tutti i soldi sperperati. Che registrare una spesa al momento dell&#8217;acquisto è un ottimo deterrente all&#8217;acquisto insensato. Che in ogni momento sai esattamente quando budget ti resta per il mese in corso complessivamente ma anche per ciascuna delle voci di spesa che ti sei concesso. Che se sei un amante dei grafici non devi nemmeno prenderti il disturbo di farteli, perchè la simpatica applicazioncina ha già fatto tutto per te&#8230; Insomma, devo continuare?</p>
<p>L&#8217;applicazione è gratis in versione leggera, e in vendita a ricchi tre euri e 99 cents in versione ricca, appunto.</p>
<p>Che dire, i soldi meglio spesi del mese.</p>
<p>ps: che fine ha fatto la mia co-blogger? aho&#8217; non lasciarmi sola!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dmag.it/2009/12/16/ixpenseit-un-utile-noia-di-post-sui-soldi/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Eric, Lady Gaga, lo Zeitgeist e un&#8217;altra manciata di parole buttate a caso</title>
		<link>http://www.dmag.it/2009/12/03/eric-lady-gaga-lo-zeitgeist-e-unaltra-manciata-di-parole-buttate-a-caso/</link>
		<comments>http://www.dmag.it/2009/12/03/eric-lady-gaga-lo-zeitgeist-e-unaltra-manciata-di-parole-buttate-a-caso/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 08:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bianca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[distrazioni]]></category>

		<category><![CDATA[alexander skarsgard]]></category>

		<category><![CDATA[bad romance]]></category>

		<category><![CDATA[cose geniali]]></category>

		<category><![CDATA[lady gaga]]></category>

		<category><![CDATA[orso polare]]></category>

		<category><![CDATA[paparazzi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dmag.it/?p=759</guid>
		<description><![CDATA[
Supponiano assieme che l&#8217;autenticità non esista. O che non sia un valore, tipo. Supponiamo che anche la marchettatta, il progetto furbo e commerciale possano essere in qualche modo arte, o quanto meno geniali.
Ecco, io adoro Lady Gaga. Trovo che sia orribile, disgustosa, eccessiva, fintissima eppure attratente e spettacolare. Attraente nel senso che è un modello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ACm9yECwSso&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="295" src="http://www.youtube.com/v/ACm9yECwSso&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Supponiano assieme che l&#8217;autenticità non esista. O che non sia un valore, tipo. Supponiamo che anche la marchettatta, il progetto furbo e commerciale possano essere in qualche modo arte, o quanto meno geniali.</p>
<p>Ecco, io adoro Lady Gaga. Trovo che sia orribile, disgustosa, eccessiva, fintissima eppure attratente e spettacolare. Attraente nel senso che è un modello sempre diverso di cozza, ma non riesci comunque a staccarle mai gli occhi di dosso. Spettacolare perchè affascinante, divertente, strana, intelligente.</p>
<p>Intendiamoci, non ascolterei mai la sua musica in cameretta per struggermi pensando alle pochezze della mia vita. Nè andrei a un suo concerto, per dire. Ma anche solo guardare un suo video su YouTube mi sembra un&#8217;esperienza superiore.</p>
<p>Le coreografie, un&#8217;eterna e gustosa citazione di mille altri balletti da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Rfr9bhSmfXc&amp;feature=fvst" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.youtube.com');">Kylie</a> a Madonna, diventano più malate, innaturali, schifose eppure più sexy. Gli outfit. Santocielo. Gli outfit! <a href="http://www.redcarpet-fashionawards.com/2009/11/11/runway-to-bad-romance-video-lady-gaga-in-alexander-mcqueen/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.redcarpet-fashionawards.com');" target="_blank">Dai tacchi di Mc Queen</a>, altrettanto mostruosamente belli, allo strepitoso abito con lo strascico di <a href="http://nymag.com/daily/fashion/2009/11/lady_gaga_did_not_set_fire_to.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/nymag.com');">orso polare tappetato</a>. I gesti, i movimenti. Lo zombismo. La mortiviventitudine. <a href="http://www.imdb.com/character/ch0112201/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.imdb.com');">Eric di True Blood</a> che compare in<a href="http://www.youtube.com/watch?v=5ZlBjzXjfMU&amp;feature=fvst" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.youtube.com');"> Paparazzi</a>. L&#8217;inutile <a href="http://www.youtube.com/watch?v=q70d5dQRO6I" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.youtube.com');" target="_blank">comparsata in Gossip Girl</a>. Il make up. Il travestitismo. L&#8217;ironia.</p>
<p>E&#8217; tutto così&#8230; geniale. Riciclato, necessario, contemporaneo, per niente noioso, zero scontato.</p>
<p>Insomma, tutto molto divertente.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dmag.it/2009/12/03/eric-lady-gaga-lo-zeitgeist-e-unaltra-manciata-di-parole-buttate-a-caso/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
