Si salva solo Servillo

Scritto il 27 Ottobre 2010 da Lo

Durante l’ultimo film di Incerti, nelle sale in questi giorni, ho avuto troppe volte la sensazione di déjà vu, per la trama, la caratterizzazione del protagonista, le scene.

 

Il personaggio-Gorbaciòf solitario, silenzioso, senza amici e senza apparenti emozioni ricorda il Titta di Girolamo di “Le conseguenze dell’amore” (Paolo Sorrentino, 2004).

La denuncia della cruda realtà dei quartieri napoletani, fatta di usura, tangenti, rapine, sparatorie in strada, ricorda il più recente “Gomorra” (Matteo Garrone, 2008).

La scena finale, con il fallito progetto di fuga verso un destino migliore, ricorda clamorosamente la scena finale diAmore & altri crimini (2008) del regista serbo Stefan Arsenijevic: in entrambe le situazioni c’è l’intesa pseudo-amorosa, il mancato appuntamento all’aeroporto, lo sguardo vuoto e agonizzante verso il cielo di chi muore e il successivo rimando all’aereo e all’altro che si salva.

 

L’unico motivo di andare a vedere il film, rimane la magistrale interpretazione di Toni Servillo, ancora una volta splendente con il suo corpo e la sua mimica che rendono comprensibile un film quasi muto (con poche parole in cinese e in napoletano “stretto”) e dejà vu appunto… Toni, si gruóss’!!

Un caldo vestitino all’uncinetto

Scritto il 25 Ottobre 2010 da Lo

E’ una creazione di qualche hanno fa, ispirata ad un modello di alta moda visto su una rivista glamour. La modella della rivista lo indossava con copri spalla, calze e stivaletto corto neri.

 

E’ in lana rasata e mohair, nei colori: nero, rosso, rosa e tonalità di grigio-azzurro fino al blu elettrico.

L’esecuzione è semplicissima: sono tutte maglie alte, tranne un giro di maglia bassa come raccordo tra colori diversi (es. è in maglia bassa il nero sul ginocchio tra il rosso e il rosa, e il nero in vita tra il grigio e l’azzurro). L’ultimo giro in azzurro, alla fine del vestito, è invece in maglia bassissima.

 

La spallina è larga 5 cm e la lunghezza totale del vestito è di 88. L’abito è molto stretto e sciancrato, quindi vanno eseguite delle diminuzioni all’altezza vita, sul fianco sinistro è cucita una cerniera.

Spuntano i giacinti profumati

Scritto il 21 Ottobre 2010 da Lo

In autunno i miei giacinti bianchi e viola, e il croco giallo, iniziano a radicare e a formare le foglie.

In realtà si dovrebbero piantare a 15-20 cm sotto il livello del terreno, ma non avendo un giardino (pur essendo io un nano-da-giardino), né grossi vasi, ma solo un terrazzino d’appartamento, i miei bulbi li pianto in vasetti, anche un po’ fuori dal terreno, e la fioritura funziona lo stesso…

 

Poi durante l’inverno li innaffierò moderatamente e li terrò nei punti più assolati del terrazzo e protetti dalla pioggia. All’inizio della primavera dovrebbero fiorire… I giacinti sono profumatissimi e quindi durante la fioritura li porterò in casa per qualche giorno, per il piacere dei sensi.

Racconti di Pietroburgo

Scritto il 17 Ottobre 2010 da Lo

Leggendo questi racconti, si viene sbalzati al di là dei risvolti umoristici o grotteschi delle vicende, al di là della realtà viziosa della Russia zarista, al di là delle accuse sociali.

Si viene trascinati pian piano dalla crisi e dalla disperazione dell’autore, dalla sua inadattabilità all’assurdo e vuoto mondo degli uomini. Si sprofonda in cupe atmosfere, in drammatiche solitudini, in disperate dimensioni.

 

Nel baratro ci guidano una serie di personaggi mostruosi, inerti, impotenti. Incontriamo l’esistenza squallida e ipocrita di un funzionario che passa le giornate a temperare le matite del capufficio e la grigia realtà di un uomo umile che, deriso dai colleghi, tenta di trovare la propria dignità in un mantello nuovo.
In questi racconti, Gogol nega la possibilità di qualsiasi esistenza umana, sgombra ogni illusione di vita e conduce fino al gelo, all’annichilimento e alla morte.

 

Il naso, Il ritratto, La Prospettiva, Il giornale di un pazzo, Il mantello: sono i cinque racconti che consiglio in queste crepuscolari giornate d’autunno, quando c’è bisogno di una botta di vita… (Einaudi, 2009)

Ispirazioni asiatiche

Scritto il 14 Ottobre 2010 da Lo

Ecco una composizione rustica autunnale, per sentirci parte della natura e dell’alternarsi delle stagioni: spighe di riso ed ortensie.

Entrambe piante originarie dell’Asia, terminano in questo periodo la maturazione e la fioritura e possono essere raccolte nel loro splendore: spighe giallo oro per l’una e fiori bianchi, rosa, rossicci, azzurri o blu per l’altra.

E poi, Ortensia è il soprannome di Venere e il riso è simbolo di fecondità, felicità e salute… buttali via!

 

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